Roma,
21 Aprile 2004 – Oggi,
“Giornata della Terra”, l’Alleanza
Globale Contro gli Inceneritori, GAIA,
lancia il rapporto “Risorse in fumo
- l'approccio "rifiuti zero"
nel Sud del mondo contrapposto al mito
dell'incenerimento”. Hanno partecipato
alla pubblicazione del rapporto oltre
100 associazioni, tra cui Greenpeace,
di 39 paesi di Europa, Asia, Africa, America
Latina e Nord America. Secondo il rapporto,
commissionato da GAIA all’Institute
for Local Self-Reliance (ILSR) di Washington,
gli inceneritori di rifiuti urbani hanno
numerose responsabilità, indipendentemente
dalla loro ubicazione, in quanto oltre
a generare inquinamento e mettere in pericolo
la salute pubblica, impongono pesanti
oneri finanziari alle comunità
che li ospitano e sprecano energia e materiali.
“L’incenerimento mina alla
base la riduzione dei rifiuti e l'approccio
razionale alla gestione degli stessi,
il loro funzionamento nei paesi industrializzati
è costellato di problemi e spesso
questi impianti possono andare in bancarotta,
lasciando il conto a cittadini e contribuenti”,
afferma Vittoria Polidori, campagna inquinamento
di Greenpeace.
In Italia la situazione dei rifiuti non
mostra segni di miglioramento: nel 2001
la produzione è ancora in crescita,
e si attesta intorno a 516 Kg/abitante
mentre la raccolta differenziata risulta
pari al 17,4% della produzione complessiva
di rifiuti urbani. Perché investire
milioni di euro in una tecnologia che
dopo circa 30 anni lascerà in eredità
un cumulo di ceneri tossiche, quando lo
stesso investimento potrebbe essere rivolto
verso alternative più economiche
e sicure e che, inoltre, danno vita ad
un numero maggiori di posti di lavoro,
nuovi mercati e salute per le comunità
locali. Negli Stati Uniti, la sola separazione
dei rifiuti riciclabili può sostenere
almeno 11 volte il numero di posti di
lavoro per tonnellata di rifiuto generati
con l’impiego dell’incenerimento.
Nel
rapporto non mancano numerosi esempi di
realtà locali che hanno abbracciato
l’approccio Rifiuti Zero: le alternative
alla combustione dei rifiuti sono oggi
vicine e economicamente più sostenibili.
Nel Sud del mondo, dove la materia organica
dei rifiuti è la maggiore componente
del flusso dei rifiuti, il compostaggio
sarebbe il metodo più immediato
ed economico per evitare di smaltire questi
rifiuti in discarica.
Leggi
l’estratto del rapporto “Risorse
in fumo – l’approccio “rifiuti
zero” nel Sud del mondo contrapposto
al mito dell’incenerimento”
(in italiano) in: www.greenpeace.it/inquinamento/rifiuti/risorseinfumo.pdf
Leggi
il rapporto intero (in inglese) entrando
in:
http://www.no-burn.org/resources/library/RuiF.pdf
Per
informazioni:
Ufficio stampa – 06/57299944 –
348/3988615 ufficiostampa@greenpeace.it
Campagna inquinamento – Vittoria
Polidori 06/57299904
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